Da anni i negozi lottano contro la crisi cercando di adeguarsi ai livelli di servizio e alle modalitร di comunicazione proposte con successo dai giganti dellโeCommerce e dalla grande distribuzione, finora senza troppa fortuna. Ma proprio un evento cosรฌ catastrofico come il COVID-19 potrebbe paradossalmente portare nuova linfa ai piccoli esercizi e alle micro-imprese commerciali facendo leva su uno strumento innovativo ma inaspettatamente “antico”, lโhome delivery, e utilizzando lo strumento dei marketplace, luoghi digitali aggregati per mettere a valore la relazione con il cliente.
Allโinizio della quarantena da Coronavirus, nel mondo della grande distribuzione organizzata in Italia, si รจ registrata una prevedibile impennata di vendite. Come rileva Nielsen, per tre settimane di fila dallโinizio dellโemergenza cโรจ stato trend positivo a doppia cifra. In particolare, nella settimana dal 9 al 15 marzo, le vendite nei negozi della GDO sono aumentate del 16,4% rispetto allo stresso periodo del 2019. Successivamente il trend di crescita รจ rallentato. Non si รจ invece arrestata la corsa dellโeCommerce. Se nel primo caso (Gdo) la crescita nella settimana dal 16 al 22 marzo รจ stata del +5,4% rispetto ai dodici mesi precedenti, nel secondo caso (spesa online) lโincremento รจ stato addirittura del 142,3%, in rialzo di 45 punti percentuali rispetto al trend della settimana precedente.
Per evitare le lunghe code davanti ai supermercati, รจ una (sia pur remota) possibilitร di contagio, in molti hanno provato con le ordinazioni online. E qui lโhome delivery dei supermercati ha mostrato il fianco: disponibilitร terminate quasi ovunque, slot liberi a distanza di alcune settimane dallโordinazione, scarsa chiarezza nelle informazioni online (in alcuni siti gli utenti scoprono che la consegna รจ ritardata di decine di giorni solo dopo aver riempito il carrello virtuale). Il fatto รจ che, negli ultimi anni, la GDO italiana ha scommesso poco sullโhome delivery. Finora il tasso di penetrazione degli acquisti online food and grocery sul totale del settore era intorno allโ1%: lo segnala un report del Centro Studi R&S di Mediobanca, che prende a campione i 10 maggiori gruppi italiani e stranieri della grande distribuzione (con dati, perรฒ, relativi al 2018). โEsselunga โ si legge nella ricerca โ dichiara vendite online per il 2,1% del fatturato, mentre Coop Alleanza 3.0 tocca appena lo 0,03% delle vendite. Ma i dati che arrivano dagli operatori sono ancora pochi e insufficientiโ.
Con la pandemia la percentuale di persone che ordinano online รจ evidentemente schizzata in alto (aspetteremo i dati ufficiali, ma il trend รจ sotto gli occhi di tutti). E la GDO รจ stata colta impreparata. Stanno sopperendo, in parte, le startup dellโhome delivery e del food delivery. Lโingegno e la disperata volontร di sopravvivere dei micro-imprenditori stanno contribuendo a disegnare alcune possibili strade per il futuro. In particolare alcuni esercizi stanno tentando la strada dellโhome delivery: con le serrande abbassate per decreto ministeriale, hanno deciso di provare a consegnare a casa la propria merce. Prima perรฒ hanno bisogno di far sapere ai clienti che ci sono e sono disponibili a recarsi al loro domicilio. Hanno perciรฒ necessitร di pubblicizzare questa nuova attivitร e lo stanno facendo attraverso i mezzi che hanno a disposizione: innanzitutto i social network e le piattaforme di messaggistica. Sono stati attivati gruppi Facebook per la segnalazione degli esercenti che fanno consegne a domicilio, sono stati creati gruppi WhatsApp per lo scambio di informazioni e contatti. In modo sostanzialmente improvvisato i negozi di vicinato stanno imboccando una nuova strada, quella del marketplace. In maniera probabilmente inconsapevole stanno attivando unโoperazione di digital marketing. Qualcuno, a monte, lโha giร intuito e ha cominciato ad attrezzarsi.
Il marketplace รจ la chiave. La marketplace economy, o platform economy, consente agli imprenditori di usare piattaforme cloud-based, app per smartphone e social network per svolgere la loro attivitร . Non ci sono beni da vendere (quelli sono in capo allโesercente), ma servizi altrui, aggregati in un unico luogo digitale che mette a valore la relazione con i clienti.
Il marketplace puรฒ diventare unโefficace vetrina per i negozi di vicinato e le micro-imprese. Da tempo, in parte, lo รจ giร , in varie forme e con vari contenuti. Con la disruption portata nel settore dal coronavirus, eventuali diffidenze (da parte dei consumatori, ma anche degli stessi commercianti) dovrebbero calare. Gli esercizi commerciali di quartiere potranno guadagnare visibilitร attraverso piattaforme geo-localizzate. Ora รจ il momento: chi lo ha capito e ha gli strumenti per sviluppare il proprio progetto avrร certamente un vantaggio competitivo.
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